Laboratorio di focalizzazione della Visione Strategica

Mercoledì 20/9/17 – ore 18.00. Laboratorio di focalizzazione della Visione Strategica. Sala conferenze della Pinacoteca de Napolis.

Si ragiona sugli ambiti prioritari in via di perfezionamento del DPRU, sugli Obiettivi Tematici, sull’analisi dei problemi e sull’albero degli obiettivi elaborati, sulle possibili e conseguenti scelte strategiche, alla luce dei vincoli del POR Puglia 2014-2020 e dei criteri di selezione per il FESR ai fini della Rigenerazione Urbana Sostenibile.

Fra i partecipanti, sono presenti gli attori della PA: Assessore all’Urbanistica Assetto e Sviluppo del Territorio Laura Chiapparino, Dirigente dell’Ufficio Urbanistica e Ambiente Francesco Gianferrini, Donato Montaruli, Stefano Caldarola, Francesco Grieco, Mario Fioretti, Domenico Massimo Casamassima, Maria Luigia Guastamacchia, Gabriella Guastamacchia, Nicoletta Amendolagine, Gioacchino Mangiatordi, Gioacchino Lategola.

Le riflessioni introduttive, a cura del Dirigente dell’Ufficio Urbanistica e Ambiente Arch. Francesco Gianferrini riguardano una nuova perimetrazione degli ambiti prioritari, ipotizzata dagli Uffici alla luce delle  pervenute osservazioni al Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana adottato, pubblicata sul Portale Open data istituzionale.

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I due Obiettivi Tematici OT IV e OT IX, per la scala dei comuni come Terlizzi, sono obbligati. Per ogni OT si osservano i codici di spesa ammessi e le massime somme erogabili.

Il bando regionale circoscrive le azioni realizzabili:

I partecipanti considerano gli Obiettivi Tematici e il percorso partecipativo condotto a partire dalle priorità dominanti e alla luce del documento Metodologia e criteri per la selezione delle operazioni redatto dal Comitato di Sorveglianza del Programma Operativo 2014-2020 dell’11 marzo 2016, pubblicato sul B.U.R.P n.56 del 16 maggio 2016.

OT IX: Inclusione sociale e lotta alla povertà

Per le aree urbane con popolazione dai 15.000 ai 30.000 abitanti il bando propone un importo massimo concedibile pari a 1.130.000,00 euro. Sono realizzabili interventi per la riduzione del disagio abitativo (azione 9.13) e per la diffusione della legalità (azione 9.14).

Stante l’esistenza di più immobili coerenti  con i caratteri dell’azione 9.13, il gruppo analizza in particolare la voce 9.4.1, con una riflessione specifica sui possibili Interventi di potenziamento del patrimonio pubblico esistente e di recupero di alloggi di proprietà pubblica per incrementare la disponibilità di alloggi sociali e servizi abitativi per categorie (persone e nuclei familiari) fragili per ragioni economiche e sociali. Interventi strutturali finalizzati alla sperimentazione di modelli innovativi sociali ed abitativi per categorie molto fragili.

L’azione è riguardata nel confronto con l’analisi già condotta secondo il metodo GOPP per gli ambiti prioritari 1 e 2. In particolare nell’ambito Chicoli, al vertice dell’albero dei problemi è posta la bassa qualità abitativa, causata: dal carattere periferico, dal senso percepito del vuoto urbano, dalla bassa inclusione sociale, dal basso fermento intergenerazionale e funzionale, dalla poca utilità del verde.

Albero dei problemi: la qualità abitativa è bassa
Albero degli obiettivi: la qualità abitativa è alta

L’albero aveva già evidenziato cluster coerenti con l’OT IX e con i codici di spesa 054 – Infrastrutture edilizie e 055 – Altre infrastrutture sociali che contribuiscono allo sviluppo regionale e locale,  finalizzati:

  • all’inclusione sociale intergenerazionale e alla riduzione del rischio, attraverso l’aumento di occasioni di inclusione e la riduzione delle famiglie in condizioni di povertà;
  • all’aumento del fermento, attraverso spazi intergenerazionali, l’aumento delle relazioni fra le persone, l’attrattività dell’ambito residenziale, il senso dello spazio pubblico a servizio della dimensione abitativa.

Nella consapevolezza di un necessario sguardo trasversale, che possa nel tempo cogliere, alla scala degli ambiti,  le relazioni con gli altri obiettivi tematici, il gruppo focalizza l’obiettivo specifico dell’azione 9.13 “Riduzione del numero di famiglie con particolari fragilità sociali ed economiche in condizioni di disagio abitativo”, a partire dalla base dell’albero dei problemi più concreti e di maggiore emergenza:

  • alcune famiglie sono in condizioni di estrema povertà
  • non ci sono occasioni di inclusione

I due fattori causano, nella sequenza logica dell’albero, una bassa inclusione sociale di più generazioni.

I partecipanti riguardano pertanto i criteri di selezione delle operazioni stabiliti per l’Azione 9.13:

OT IX: le riflessioni a più voci per la SISUS 

Nel quadro dell’Obiettivo Tematico IX –  promuovere l’inclusione sociale, la lotta alla povertà e ogni forma di discriminazione, il risultato atteso è la riduzione del numero di famiglie con fragilità sociali ed economiche in condizioni di disagio abitativo. A tal fine,  la Strategia di Sviluppo Urbano Sostenibile, con l’azione 9.4.1, può agire in coerenza  con il Piano Sociale di Zona dell’Ambito Territoriale, aspirando alla riduzione del disagio abitativo, mediante soluzioni di accoglienza temporanea, a favore di abitanti diversi, per cultura, età e provenienza, con particolare riferimento alle varie declinazioni dell’accessibilità. Le persone con esigenze diverse di cultura, quotidianità e accessibilità sono risorse di conoscenza fondamentali per innalzare la qualità dei luoghi, degli oggetti e delle relazioni: l’accessibilità è sempre multiculturale e questo è un fattore fondante per la rigenerazione urbana.

Il gruppo dei partecipanti immagina pertanto tipologie abitative diverse, con mini alloggi sempre utilizzabili e flessibili nella loro articolazione funzionale, che consentano varie combinazioni d’uso e d’aggregazione.  Con spazi e servizi comuni, per un’integrazione intergenerazionale e interculturale, che estenda il senso dell’abitare inclusivo allo spazio pubblico dell’immediato contesto.

La dimensione della temporaneità efficace per l’inclusione sociale ispira l’idea che si tratti di un’azione pilota per formulare con la comunità un modello di progettualità di traghettamento, replicabile e trasferibile,  in forma di laboratorio d’innovazione sociale, per un’attenzione collettiva verso luoghi sensibili e per una cura dettagliata delle persone e della loro specifica relazione con il mondo.

Rispetto agli attori territoriali, dovrebbe essere curato il ruolo attivo:

  • della dimensione del vicinato affettivo ed operativo, con le famiglie del quartiere, i gruppi di famiglia, le parrocchie, le associazioni primariamente orientate secondo l’obiettivo tematico IX;
  • della filiera delle scuole, perché possano essere curati i legami quotidiani intergenerazionali, la comunicazione di affetti e contenuti in lingue diverse, gli integrali diritti dell’infanzia, le radici differenti, lo scambio delle storie umane e dei patrimoni culturali diversi;
  • del Partenariato Economico Sociale, per la riattivazione delle opportunità di lavoro;
  • della comunità degli esperti di provenienza diversa, per riguardare il tema della temporaneità abitativa come spazio progettuale aperto e sfida, estesa dall’alloggio al contesto, con  un concorso d’idee per il recupero degli alloggi, fondato su linee di ricerca ai fini della qualità tecnica, dell’innovatività, della trasferibilità, della sostenibilità energetica e ambientale;
  • del sistema degli stakeholder più generalmente delineato durante il percorso partecipativo.

Gli interventi dell’azione 9.4.1, pur se inscritti nei relativi codici di spesa, si intendono finalizzati all’attivazione di processi ciclici di arricchimento, in cui l’accoglienza temporanea preveda la costruzione di pratiche abitative e sociali fondate sulle relazioni umane, sulle storie, sul senso del paese, sulle reti di prossimità, sulla condivisione di risorse. L’attuazione dell’intervento si pone pertanto nella prospettiva di un lavoro sui prototipi di area abitativa accessibile, che persegua caratteri e soluzioni di riproducibilità.

Particolare rilievo potrà essere riconosciuto alla dimensione della cittadinanza, in continuità con il carattere, le modalità e gli esiti dei processi partecipativi attuati negli anni dal Comune di Terlizzi e con particolare riferimento al R.U.Lab e al percorso di OpenTerlizzi:

  • rispetto al R.U.Lab, potrà attuarsi una linea di approfondimento fondata sul diritto di sognare, sulle capacità immaginative dell’infanzia, sui principi del Patto di Attuazione della Rigenerazione Urbana del 28 giugno 2011, per la cura dei luoghi comuni e dei servizi di quartiere;
  • rispetto a OpenTerlizzi, sarà opportuno il coinvolgimento degli Istituti Scolastici già protagonisti e di contesto, per la crescita e per la diffusione dell’analisi territoriale, dell’identità, del riuso dei dati aperti, del consolidamento delle storie.

Nel quadro di un percorso di cucitura delle fratture fra le aree fragili ricadenti negli ambiti prioritari e di l’integrazione dei servizi, così come delineato dal DPRU adottato, il tema della fragilità potrà essere orientato:

  • verso il miglioramento della qualità progettuale degli alloggi e del loro contesto;
  • verso la cura dell’accessibilità, negli spazi domestici, di quartiere, di prossimità e di contesto,  anche attraverso il preliminare e accurato censimento delle barriere architettoniche, secondo il prototipo d’indagine del mappathon per l’accessibilità di OpenTerlizzi, di seguito utilizzato dal presente percorso partecipativo, in via sperimentale per l’avvio dell’analisi SWOT partecipata, in collegamento con il portale Open Data del Comune di Terlizzi.